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questo blog è intitolato " se forse,...le cose che non ti ho detto.."
Quindi , giusto per non smentire il titolo, ogni tanto ne va rispettata la natura ...
fine aprile 2004
Alla fine si parte, le esigenze di entrambi collimano...una gita in Francia permetterà a lei di trovare i manoscritti di filologia romanza e a lui di cercare qualche buon pezzo antico per il suo laboratorio di restauro. E poi la Francia è bellissima sotto l'aspetto artistico/letterario...( meno per i francesi e per il cibo )
Sarà un viaggio breve ma impegnativo, meno di una settimana per un percorso vicino ai 2000 km e parecchie mete da raggiungere : Metz, Mulhouse, Dijon e Basilea... alcuni contatti di raccoglitori di mobili antichi per lui, alcune biblioteche in cui cercare vecchi manoscritti per lei.
L'attraversamento del nord Italia è veloce e carino passando dal lago maggiore e attraversando la Svizzera, il tempo scorre, il monovolume è comodo e silenzioso...la radio e i vari cd rendono la vita a bordo piacevole...
oramai è notte...è ora di cercare un albergo...
La prassi è la medesima, lui ha la necessità di trovare un albergo con il garage, per lei l'importante è che ci sia il bagno in camera e che sia pulito....
Lui è un uomo di "terra", pratico, legato al suo lavoro, o meglio , ai suoi lavori di restauratore/agricoltore mancato/falegname/ ecc ecc....legato al suo stile di vita e alle sue abitudini, musone, poco incline al dialogo e capace di viaggiare per ore senza stancarsi e senza aprire bocca...lei è una persona ciarliera, la testa tra le nuvole, curiosa della vita,dottoranda in filologia romanza, molto più giovane di lui, in eterno disaccordo con le sue idee e le sue abitudini. Ma si sa...l'amore è un'alchimia strana...nel momento in cui trova una classificazione o una motivazione, ti giri a guardare e scopri che non c'è più...
E' mattina...colazione e si riparte...ecco, forse in questo sono simili : entrambi adorano caffèlatte e cornetti...e marmellate spalmate su fette biscottate...entrambi schifati dal caffè svizzero...
Si è presto in Francia : inizia la caccia ai mobili...La prima fermata è da un brocante sulla strada per Dijon, solo prati, foreste e una biscia di asfalto che attraversa le valli...il personaggio è sui cinquant'anni...abita da solo in un alloggio ricavato sul magazzino, al suono del campanello esce prima il pastore tedesco e con calma arriva anche lui con una camicia a quadri e un paio di brache di fustagno...( cazzo, più brocante di così! )
Mentre lui discute in francese approssimativo con il commerciante, lei gioca col cane e si guarda attorno...in fondo è un mondo divertente finchè non lo si conosce da vicino...lei sa che passerà diverse ore in mezzo a quei mucchi di tarli aspettando che lui si sbrighi a concludere...
Si riparte con un comodino e un comò...destinazione Dijon...oramai è tardi...cena, ricerca di un albergo pulito con bagno in camera e garage e domani sarà lui a seguire lei e dedicarsi a biblioteche e libri...
La cena è schifida, come da tradizione francese...eheh...la grandeur francaise...fanculo la france ! l'albergo è carino...uno stabile del seicento ben arredato e in centro di Dijon...Sveglia all'alba.
Il mattino arriva velocemente...Dijon è una splendida cittadina con un centro colorato e chiassoso...le case basse con i travi in legno sono molto antiche, probabilmente seicentesche ( per chi ha presente final fantasy 9 direi che è esattamente la stessa ambientazione ) e finalmente al fondo della via si intravede la biblioteca...ok...si và...
Mentre lei parla con la ragazza della reception lui si guarda in giro e naturalmente si sofferma sugli stili e sugli scaffali d'epoca ( vedi foto )...in fondo è un mondo divertente finchè non lo si conosce da vicino...lui sa che passerà diverse ore in mezzo a quei mucchi di scritti aspettando che lei si sbrighi a concludere...ahahah!
Oramai lei è presa dalle consultazioni, l'inserviente continua a trasportare libri sulla scrivania, presi da chissà quale luogo polveroso...lui sfoglia qualcosa cercando di capire qualche frase scritta in provenzale...rinuncia...osserva la gente che sfoglia manoscritti affamata di sapere...e osserva lei, minuta...piegata sui libri con i suoi occhiali da lettura...si chiede se è felice...se sarebbe voluta essere lì...ma poi lei si gira e sorride...e i pensieri svaniscono...è ora di cambiare città...biblioteca...brocante...
nuovamente strade, luci di notte, fiumi, distese di prati, foreste, cambio di cd, sigarette, due gelati scaduti acquistati in un 'improbabile bar e nuovamente un'albergo con bagno e garage...a Metz...
Al mattino lui si sveglia presto
rimane immobile per non svegliarla...e pensa...a lei così giovane, indifesa per certi versi e così digiuna della cattiveria del mondo e delle persone...eppure così determinata nelle sue scelte...poi pensa al suo futuro...e al suo passato...al suo non saper comunicare le proprie emozioni e i propri sentimenti a chi ha avuto vicino nella vita...improvvisamente è triste, perche' sa di non essere capace di lasciarsi andare e di amare qualcuno fino in fondo...improvvisamente è felice per il tempo che Dio gli ha concesso in compagnia di persone in gamba...ma lei si è svegliata...è ora di fare le valigie e ricominciare ...
Lui non le dirà mai di averla amata...

la terra di mezzo...
i ricordi sono come il colesterolo...ci sono quelli buoni e quelli cattivi...quelli che hanno entrambe le caratteristiche, come i luoghi in cui hai vissuto o hai visitato, o l'infanzia, che purtroppo rimane solo un ricordo e basta.
Strano come la parola " ricordo " possa prestarsi a molteplici sentimenti...
A volte penso alla mia infanzia,corta tutto sommato, perchè a tredici anni uscivo con le compagnie dei più vecchi, cercavo di comportarmi come loro,vivevo le esperienze che vivevano loro e a sedici anni vivevo praticamente da solo, mangiando a casa dei miei quando non c'era mio padre, visto che all'epoca non andavamo molto d'accordo ( sarà che passavo le notti in giro e tornavo stravolto al mattino?? ) e dormivo in una vecchia casa che i miei usavano come ricovero per le granaglie e le cose che non servivano più ma sarebbero potute servire se i tempi fossero peggiorati. Sono ricordi di una vita precaria, ma belli comunque perchè quando hai meno di vent'anni sogni che le cose cambino, che crescendo diventerai qualcuno, e che vent'anni è tantissimissimo, non arriveranno mai!
Invece arrivano...prima di quanto te l'aspetti...ma vent'anni cosa sono? non sai un cazzo della vita, hai solo bisogno di avere i soldi per il bere, la benzina, e una macchina con cui iniziare a estendere le tue conoscenze...vedere le città...gente nuova...le luci di notte...le sbronze dure con gli amici...le donne...il sesso...
no...il sesso prima...molto giovane, in fondo se devi uniformarti a gente più vecchia di te, non basta essere abbastanza alto da dimostrare più anni di quelli che hai...devi avere una Ragazza, magari più vecchia...magari carina...ecco, questi sono ricordi buoni,talmente spensierati da non esserci un sottofondo di amarezza, senza significati occulti...semplicemente due ragazzi che si piacciono e che scopano come ricci...e litigano e si insultano...e si picchiano...e fanno pace e si promettono amore per tutta la vita...
poi ci sono i ricordi che non vorresti ricordare...le sbornie finite male...gli incidenti...i carabinieri...le notti in questura...gli addii al grande Amore...le notti in ospedale a farti cucire dopo qualche pestaggio... eppure, anche se sono lontani anni luce, sono ricordi che ti lasciano il gusto dell'esperienza, l'essere consapevoli di quali situazioni evitare...d'altra parte la differenza tra saggezza e arguzia sta nel saggio che sa quando non mettersi in una situazione da cui l'arguto sa uscirne vivo...
i ricordi peggiori sono legati alle perdite e alle malattie credo...se perdi qualcuno crei un luogo nel cuore che differisce dagli altri...è una specie di recinto dove non vedi dentro...dove a volte ci devi entrare perchè hai lasciato lì qualcosa che ti serve, o perchè in fondo è pur sempre un luogo di te e ogni tanto devi controllare che sia tutto a posto, che nessuno sia entrato a rubare...e il nodo alla gola è sempre il medesimo, lì il tempo si è fermato...non cura le ferite...lì il taglio sanguina sempre...persino l'odore è il medesimo...
e i ricordi di tutti i giorni? quelli meno importanti, che so...i sorrisi, gli sguardi, le risate con gli amici,il telefono che suona, il lavoro, i rompicoglioni della mattina presto, tua Madre che ti dice che invecchia...e che tu non cresci mai! Sembrano i meno importanti....ma se provo a immaginare di non averli non avrebbe senso svegliarsi domattina...
l'amore...ecco...questo tipo di ricordi è ancora diverso dagli altri, credo...una storia se finita non dovrebbe essere un buon ricordo...se non è finita non dovrebbe essere un ricordo...eppure la realtà è molto diversa dalla teoria...ci sono storie che proseguono ma c'è il ricordo di quando le cose andavano bene e ci si amava...ci sono storie finite che ti fanno ricordare di essere stato fortunato...per averle vissute...o perchè sono finite!
E poi ci sono i ricordi delle persone che in un modo o nell'altro hanno sfiorato le nostre vite...amandoci...deludendoci...facendoci del male...e di solito sono associati a dei luoghi, o nel mio caso anche alle auto...( io amo viaggiare, passo molto tempo in auto, quindi l'auto per me ha un significato particolare...per esempio: il mio tempo è scandito da periodi con quella o quest'auto...i miei riferimenti geografici sono scanditi da un bar piuttosto che un pub o un ristorante!)
infatti quando un bar o un'auto mi ricordano troppi ricordi...li sostituisco!
ecco...tutto questo per dire che sono felice...sto per cambiare auto
la storia dovrebbe servire ad evitare gli errori già fatti...bisognerebbe imparare dalla Storia per evitare di fare gli stessi sbagli...
Probabilmente per gli esseri umani è congenito ripetere gli stessi sbagli
Probabilmente per me sbagliare è morfologico, non imparare dai miei errori, e ripeterli...inizio a pensare che non crescerò mai...
pazienza...
sarebbe dovuto essere un post profondo...ma è tardi e domattina devo partire all'alba..quindi mi sono limitato a riassumere...
buonanotte mondo

Nel luogo in cui vivo non esistono le grandi librerie superfornite come nelle grandi città...
ma tutto questo potrebbe anche non essere un male...
Le grandi librerie mi ricordano i supermercati: trovi di tutto, meno un pò di umanità.Non riesco ad immaginare un'inserviente o una cassiera che riescano a trovare il tempo e il silenzio per ficcarsi in un angolo e aprire un libro, annusarne le pagine, riuscire a entrare in una frase , senza che un'altoparlante con una voce fastidiosa e stridula non li chiami per riordinare, pulire, chiudere ecc ecc...
E non riesco nemmeno io a leggere una pagina senza il timore che qualcuno mi osservi pensando stia compiendo qualche crimine efferato...e poi...troppa gente mi sta sui coglioni...ho bisogno di pace...scegliere un libro è un gesto intimo...come essere al cesso...chi cazzo vorrebbe avere gente attorno mentre caga?
incredibile...sto divagando...torniamo a noi...
venerdi' faccio un salto nella mia libreria preferita, devo cercare un libro che non si trova in commercio da tempo ( devo regalarlo ) noto che la commessa non c'è più...è rimasta solo la figlia della padrona e la padrona...la signora è impegnata, quindi, scelta obbligata per la giovane fanciulla...
occhiali, coda di cavallo, alta, magra, la schiena leggermente curva...il classico topo di biblioteca ( non è un dispregiativo: anzi!)
espongo il problema...il mio libro non può arrivare...al momento non è presente nei cataloghi e non prevedono di ristamparlo...controlla tutti i siti che conosce e tutti i fornitori...fà persino un giro su e-bay...e' costernata...
( viva i topi di biblioteca abbasso le grandi librerie!)
Tutto sto lavoro per non vendere un libro...mi sento triste e in debito...ma cosa compro di interessante se non qualcosa di Bukowski??
mi guardo attorno...vedo una raccolta di poesie..."la canzone dei folli "...
"prendo questo..."
sapevo di averlo già...ho tutto di Hank...ma meglio un doppio che un libro inutile che non conosco e non ho il tempo di sfogliare mentre sono lì...( si, credo di essere malato...!)
Torno a casa, lo parcheggio in bagno, e già che ci sono ne leggo un paio di poesie a casaccio...
ecco la cosa interessante: le stesse poesie, lette a distanza di anni, hanno un sapore diverso...non so se per presa coscienza...non so se per un percorso che tutto sommato ritengo mi accomuni a quello del mio scrittore preferito...ma semplicemente diverso...come un piatto che magari al primo assaggio ti aveva lasciato indifferente, poi magari ad un secondo approccio trovi più gustoso, con dei retrogusti che non avevi considerato prima...probabilmente nuove esperienze, nuovi " gusti " aggiunti durante la vita, danno una luce diversa allo stesso racconto, alle stesse parole....
E se per un verso è una piacevole scoperta, dall'altro è una scoperta inquietante...la paura di non essere mai abbastanza preparato e conscio di quanto appreso in un primo tempo... di non avere mai abbastanza esperienza per identificarsi nella vita di un altro...di non essere mai abbastanza attento a ciò che gli altri cercano di comunicare...
e questo trovo sia molto triste..

poi vi faccio sapere...
Come ogni mattina della mia vita in questo luogo meraviglioso, mi alzo, accendo la tv per sentire un paio di cazzate al telegiornale, mi lavo, mi stiracchio e scendo di sotto in mutande ad aprire Merda...ma la differenza è che oggi è sabato di pasqua, quindi ho un pò di tempo in più per rilassarmi prima di ricominciare con la vita di tutti i giorni e con gli impegni della mattina...
e poi oggi mi toccano anche le pulizie di casa...bleah...
Torno di sopra, oggi è una bella giornata, spalanco le finestre del giaciglio, do' luce e aria alla casa ( checcazzo, ogni tanto ci vuole!) butto fuori coperte, lenzuola e suppellettili varie a prendere aria e inizio a pensare agli impegni di giornata: oggi si fa la spesa e si prepara per la solita abbuffata di pasquetta...ma sì...sempre meglio che Natale...e poi è bello darsi alla cucina in compagnia...
Mi accendo la prima sigaretta della mattina e decido di godermela in santa pace sul balcone guardando Merda che gioca in giardino...come al solito immagino che la vita degli animali sia molto simile a quella di noi umani...Mentre è lì che si arrampica sugli alberi, si avvicina una gazza che inizia a svolazzarle attorno e a inportunarla...
Penso: come può succedere che un volatile in buona salute possa rischiare di finire nelle grinfie di un felino che non sa volare??
Tutto sommato ho la risposta davanti agli occhi: la gazza si muove attorno al gatto saltellando e prendendosene gioco...non riesco a capire quale sia il sentimento che spinge la vittima a credersi il carnefice... forse che il saper volare dia un senso di onnipotenza? o forse il credere così tanto nelle proprie capacità da essere sicuri di non perire?...
Forse no...forse è solo dato dalla solitudine, o dal bisogno di scambiare informazioni con qualcuno diverso da te...ignorando le leggi della natura, pensando che non esistano le vittime e i carnefici...
In fondo è così anche per noi, io non credo nell'Amore inteso come sentimento puro e immacolato...credo che ognuno di noi abbia un ciclo esistenziale in cui ad un certo punto lo libera senza curarsi di dove vada a finire...era semplicemente maturo, pronto per essere fecondato...e naturalmente il più delle volte finisce per colpire la persona sbagliata, che non ha nulla in comune con noi se non il fatto di essere in tempismo perfetto per raccogliere il nostro voler dare/ ricevere Amore....ed è così che dopo poco tempo esplode la parte peggiore di noi, le diversità tornano ad allontanarci, finito l'effetto allucinogeno di questa potente droga ci ritroviamo a guardare l'altro e a chiederci chi è...e non importa sapere se è vittima o carnefice, il risultato non cambia, ci sentiamo di nuovo vuoti...poi di nuovo pronti ad amare e così via...un nuovo ciclo...
Ma mentre io pensavo la Natura ha compiuto il suo corso...buon appetito Merda...
vada per il verde...d'altra parte questo è un post dedicato alla speranza...
pensavo al mio rapporto con la tecnologia moderna, direi complicato...pieno di problemi...sfigato!
non c'è oggetto tecnologico a cui tenga che non sia fonte di problemi e grattacapi! Accennavo ai miei disguidi con la h3g riguardo le varie rogne burocratiche...ecco, ieri finalmente si sblocca la situazione, finalmente potrò riavere la mia amata linea col gestore sponsorizzato da Paris...doppio godimento ....potrò avere anche il telefonino che puntavo già da tempo: un Nokia nero con la tastiera scorrevole...molto figo...da duri !
La commessa oramai mi conosce benissimo...siamo diventati amici a forza di vederci, mi ha tenuto l'ultimo esemplare che avevano in negozio...è mio...tutto mio...
torno a casa , lo provo, lo uso, leggo le istruzioni...e nel frattempo si spegne. Lo metto in carica, aspetto un pò...provo a riaccenderlo...non va...aspetto che si carichi per tutta la notte...niente...E' MORTO!
IL MIO BELLISSIMO NOKIA E' SPIRATO NEL SONNO!!
questa mattina lo porto giù in negozio, la commessa mi guarda come dire " ok, ora mi chiedi di uscire...altrimenti che cazzo potresti volere alle nove di mattina?"
spiego l'accaduto...lei lo prova...collega il caricabatterie....IL BASTARDO FUNZIONA DI NUOVO!
ora ne ha la certezza: sono lì per lei...
che figura di merda...
e non è l'unica volta che la tecnologia mi schifa...
come ogni oggetto che desidero intensamente, anche il navigatore satellitare è stato oggetto di studi approfonditi...diciamo che dopo mesi di desiderio la scelta fatta col cervello era una, quella col cuore chiaramente un 'altra più costosa...chiaramente, come al solito il cervello è stato allontanato dall'aula e si è scelta la soluzione data dal cuore...chiaramente una settimana dopo l'acquisto non funzionava più lo schermo...
anche con l'auto pressapoco lo stesso: mesi di calcoli...cervello ...cuore...calcio nel culo al cervello, ritiro l'auto il venerdì, domenica pomeriggio ero a piedi e il servizio clienti non ha risposto sino a notte fonda..
anche con un'altra auto affittata per un viaggio nell'ex yugoslavia...dovevo avere un mezzo di locomozione valido ma non troppo costoso per arrivare a Sarajevo durante la guerra, ad accompagnare una giornalista che non trovava nessun deficiente che rischiasse tanto : ecco, io ero perfetto!
studio, ci penso, decido...scelgo : sono sicuro di aver fatto una scelta oculata...eheh..
peccato sia rimasto immediatamente appiedato fuori dal concessionario...e pensare che in questo caso non si erano pronunciati ne' il cervello nè il cuore ! ( dopo aver visto la giornalista la decisione l'ha presa un altro organo che ha voluto rimanere anonimo !)
persino la più idiota delle lampade prima di funzionare deve farmi girare i coglioni...
non oso pensare agli elettrodomestici della mia cucina che sto per realizzare dopo anni di gestazione...come minimo il frigo mi mangerà le sottilette e i wurstel..
per fortuna non ho bisogno di comprare un vibratore...
venerdi, ore 19,00
sarei dovuto essere in giro per acquistare mobili...invece contro ogni previsione, contro ogni logica, eccomi qui, seduto al 9 F lato finestrino su un aereo che mi porterà a Napoli...
ecco, diciamo che l'impressione che ho di me in questo momento è di un grosso tafano che svolazza a destra e a manca senza una meta definita...
anni fa se mi avessero detto che sarei stato capace di salire su di un'aereo mi sarei messo a ridere di gusto.Ma il tempo cura le ferite...e smussa gli spigoli...e se dopo la morte della hostess che stava con me, ho giurato che non avrei mai voluto vedere uno di quei cosi appuntiti con le ali manco da lontano, oggi mi ritrovo qui a parlarne ( si, perchè volare è da un pò che lo faccio, anche se la sensazione di panico mi segue sempre) dopo anni di silenzio con tutti, compreso con chi mi è stato vicino...
ho sempre pensato che in qualche modo fosse successo anche per colpa mia,che lo avrei potuto evitare se solo fossi stato diverso... e che in qualche modo dovessi espiare qualche colpa...lo penso tutt'ora, e anche adesso se vedo lo stemma di quella compagnia aerea mi si chiude lo stomaco...ma forse il fatto che ora sia qui a parlarne mi fa pensare che qualcosa stia cambiando...chi lo sa...questo viaggio è stato illuminante per molti aspetti...
dicevo...parafrasando alcuni detti popolari:
vedi Napoli e poi muori,
ciò che non ti uccide ti fortifica,
ecco...ho visto Napoli, non son morto...quindi, direi che è stata un'esperienza positiva!
Merito della guida che mi ha accolto all'aereoporto di Capodichino, che mi ha scarrozzato per tutta la città partenopea rischiando la vita nel traffico caotico e "alternativo " che la popola...dalle carrozze a cavallo,ai trerrote ( gli ape nel resto d'italia ), ai motorini in contromano, ai sorpassi a destra, a sinistra e sui marciapiedi...
Merito di un popolo con un calore e un'umanità che credevo appartenessero ad un'altra epoca ( sono stato fortunato credo, non ho incontrato i famosi borseggiatori )
Merito di una città con un patrimonio artistico e folkloristico senza eguali...da piazza del Plebiscito alla galleria Umberto...Posillipo...il Vomero...alle processioni con la Madonna
E sopratutto merito della mia guida non solo stradale, ma anche "spirituale"...
bionda, molto carina, solare, con due splendidi occhi verdi e con un cervello e un'umanità che ho trovato in poche persone...difficile ammetterlo, ma grazie a lei ho sicuramente imparato qualcosa che non sapevo...se stasera sono qui a scrivere cose che non ho mai detto in molti anni a chi mi sono messo vicino....
e tutto sommato la ringrazio di aver detto no, e di non essersi fermata in albergo da me...un'altra prova di quanto io a volte sia superficiale e non mi conosca così bene...
Naturale che stasera mentre tornavo verso casa l'autostrada che unisce la malpensa al piemonte fosse diversa...naturale che questa sera sia più fragile e vorrei potermi addormentare con una testa sul petto da accarezzare e domattina alzarmi e sapere che ci sarà qualcuno in cucina a preparare la colazione...ma ho spento il cellulare..per la prima volta ho capito che riempire il letto non corrisponde a riempire un vuoto che ha bisogno di altro...ho capito che non mi basta più essere scelto per cosa scrivo, o cosa leggo, o per la mia auto,o per il mio lavoro, o per la giacca intonata alla camicia...ho bisogno di scegliere ...
chi ha il mio stesso odore...
di sciegliere chi mi può sciegliere per quello che sono...
di amare chi mi può amare...
Grazie